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COCA BUTON SIGILLO STELLA GIO. BUTON & C. SA BOLOGNA

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Codice: 00001780
Disponibilità:

1

Contenuto:
0,75 lt.
Confezione:
Bottiglia
Jean Bouton, ex fornitore della casa imperiale francese nonché figlio di distillatori provenienti dalla Charente, unitosi al pasticcere Giacomo Rovinazzi che aveva un negozio sotto il portico del Pavaglione, fondò a Bologna nel 1820 la distilleria di liquori “Gio. Buton spa”, la prima industria italiana di distillazione nel settore dei superalcolici.
Fin dal 1830 essa ebbe sede in città, in viale Pietramellara, dove si diede inizio alla produzione di liquori e distillati di grande successo, come il famoso Cognac, la Crema Cacao, la Coca Buton e l’Amaro Felsina.
La Buton partecipa nel 1900 all'Esposizione Universale di Parigi con un fastoso chiosco in stile liberty. In quell’occasione viene premiata con medaglia d'oro, massimo riconoscimento nella patria dei liquori.
All’inizio del XX° secolo la Buton venne rilevata dal marchese Filippo Sassoli de’ Bianchi che la ricevette in eredità dalla moglie Maria Rovinazzi.
Questi la rifondò esaltandone la vocazione internazionale e avviò una efficace campagna pubblicitaria: sfondi grafici in stile liberty e l’immagine del medico Paolo Mantegazza, garante della qualità e salubrità dei distillati.
Ben 45 erano allora i prodotti in commercio, tra i quali ricordiamo il Latte di Vecchia, la Supreme Buton, la Creme de Fleurs, la Rosa di Monaco e l’Elixir Coca Buliviana.
Dal 1939 il distillato di uve trebbiane viene denominato Vecchia Romagna e viene presentato nell’inconfondibile bottiglia triangolare, in uso ancor oggi.
Nel secondo dopoguerra la produzione continuò, oltre che con il celebre Brandy Vecchia Romagna Etichetta Nera, uno dei superalcolici più venduti in Italia, con il Rosso Antico, l’amaro Boonekamp, il Don Bairo, il Maximilian I e la Batida de Coco.
Nel 1958, all’inizio dell’era pubblicitaria, un giovane Gino Cervi debutta a Carosello con uno spot pubblicitario dedicato alla Vecchia Romagna.
Famosa divenne la sua frase: “il Brandy che crea un’atmosfera”.
Nel 1970 il successo è globale e lo stabilimento di San Lazzaro Ozzano Emilia diventa il polo del Brandy con i suoi 180.000 metri quadrati destinati alla produzione e invecchiamento di Vecchia Romagna.
Lo stabilimento diventa leader in Italia ed uno dei cinque complessi più attrezzati d’Europa.
Nel 1999 Vecchia Romagna entra nel gruppo Montenegro.

COCA BUTON SIGILLO STELLA GIO. BUTON & C. SA BOLOGNA

Coca Buton è un liquore italiano alle erbe il cui nome non passa certo inosservato.
Si tratta fondamentalmente di un amaro distillato da varie botaniche, fra cui assenzio, artemisia, melissa, ortica e foglie di coca peruviana, l’ingrediente che lo caratterizza e da cui deriva il nome.
Va detto che la molecola della coca viene eliminata durante il processo della distillazione, in modo che il prodotto risulti perfettamente legale (l’importazione stessa delle foglie avviene sotto il controllo di autorità competenti).
Ha un colore verde brillante e un sapore forte e deciso.
Perfetto come aperitivo o digestivo, ma anche come base per la preparazione di cocktail, dato l’aroma particolare e inconfondibile che lo contraddistingue.
L’etichetta chiara e in stile retrò accompagna una bottiglia dalla forma classica e delicata, che evoca sapori antichi ed esotici, racchiusi nella storia affascinante che il liquore porta con sé.
Durante l’epoca delle conquiste europee, in America Latina tutta la popolazione era solita masticare foglie di coca da migliaia di anni, per ragioni sociali, curative, ma anche religiose e spirituali.
Le prime esportazioni in Europa iniziarono verso il 1850, quando sul fronte medico cominciarono a essere sottolineate le presunte virtù curative della droga.
Fu nel 1863 che il chimico bolognese Angelo Mariani inventò il cosiddetto Vin Mariani, un miscuglio di vino e coca dalle proprietà ricostituenti e afrodisiache, che fra i suoi più devoti estimatori annoverava personaggi illustri quali Dumas, Verne, Stevenson e perfino il Papa Leone XIII° e la Regina Vittoria.
Negli stessi anni anche Jean Buton, proprietario dell’omonima distilleria bolognese, realizzò un prodotto simile, ma privato dell’effetto stupefacente grazie a un trattamento mirato delle foglie di coca: l’Elixir Coca Buton.
Sul finire del 1800 cominciò a diffondersi il timore verso la pianta e i suoi derivati per via della forte dipendenza che ne scaturiva, col risultato che il Vin Mariani smise di essere prodotto, mentre il Coca Buton rimase in circolazione, data la bassissima, irrisoria percentuale di principio attivo presente nel liquore.

La bottiglia è semplicemente perfetta in ogni suo particolare.
Si tratta di un flacone collocabile, grazie al Sigillo metallico con effigiata la Stella della Repubblica, in un arco di tempo compreso tra il 30 Aprile 1949 e il 15 Giugno 1959.
Etichetta e collarino assolutamente come nuovi.
Livello posto all’attacco del collo.
Retroetichetta integra e perfettamente leggibile.
Contenuto: 75 cl.
Gradazione alcolica del 36,5% Vol.
Prodotta da Buton UTIF Bologna Licenza di Esercizio 27.