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Codice: 00001945
Categoria: Bianchi e Rosati italiani
Disponibilità:
3
Contenuto:
0,75 lt.
Confezione:
Bottiglia
Località: Italia-Trentino
Produttore:
Salvetta Azienda Agricola Sarche TN
Terreno storicamente dedicato alla viticoltura biologica, quello in cui sorge il vigneto dell’Azienda Agricola Salvetta.
A voler andare indietro negli anni, si può risalire addirittura fino al Cinquecento.
Più recentemente, intorno all’inizio degli anni Trenta, gli eredi del vignaiolo Giacomo Sommadossi vendettero i terreni a Dario Salvetta, che iniziò la lunga tradizione di famiglia portata avanti dai figli Renato, Umberto, Franco e Giancarlo, fino al 2003.
La grande passione per la vigna ha portato uno dei fratelli, Giancarlo, a tornare alla campagna e alla cantina dove da vita, con rinnovato entusiasmo, ad una realtà vitivinicola biologica che affonda con orgoglio le radici nella storia del territorio e che, dalla tradizione, ha recuperato antichi usi nella coltivazione delle uve e nella loro lavorazione, reintroducendoli nella produzione del vino bianco più profondamente legato al Trentino: il Nosiola. Ancor di più con la riproposizione del Vino Santo Trentino, vino passito prodotto a Sarche già dal 1550, dove un inventario menziona “cadara vini sancti in cellario sub hospitio”, che risulta la più antica attestazione della produzione di questo vino in Valle dei laghi; nell'Ottocento documenti testimoniano che veniva esportato in tutta Europa (Parigi, Anversa, Trieste) e anche in Australia.
La lunga tradizione che accompagna l’Azienda Agricola Salvetta si respira appieno nell’atmosfera della cantina fonda, con i suoi volti a botte ed i segni di una storia antica.
Storia che risale al Cinquecento, come si può desumere dalla data 1524 incisa sul portante dell’ingresso e che procede pienamente nell’Ottocento, quando il Trentino apparteneva ancora all’Impero Austro-Ungarico. Già allora nel Maso Rauten, di proprietà dell’Azienda Agricola di Giacomo Sommadossi, viticoltore e vignaiolo emissario dei conti di Castel Toblino, si produceva un rinomato Vino Santo Puro, di cui si hanno riconoscimenti ed attestati risalenti al 1825.
Il Maso fu acquistato negli anni Trenta da Dario Salvetta, di Bolognano d’Arco; egli trasmise l’Azienda Agricola ai suoi figli, che ne continuarono l’antica storia vitivinicola fino al 2003. Oltre ai vini Rauten e Profeta, frutto di uvaggi bordolesi, l’Azienda di famiglia introdusse fra i propri prodotti di punta anche il bianco Nosiola, e proseguì con l’antica produzione del Vino Santo Puro.
Dal 2009 l’Azienda Agricola Salvetta riprende la tradizione producendo Nosiola biologico e Vino Santo e si adopera nei lavori di recupero della vecchia cantina fonda, solida testimone del duraturo e profondo legame esistente fra questa terra ed il vino.
La tradizione cui si rifà l’Azienda Agricola Salvetta è quella dei terreni lavorati “come una volta”, in cui la mano dell’uomo, accorta ed amorevole, coltivava le vigne in attesa della maturazione dei grappoli.
Quella in cui si attendeva pazientemente che il vino, lasciato riposare sulle bucce, si arricchisse di profumi ed aromi.
La volontà di recuperare questi antichi usi e sapori è accompagnata dalla consapevolezza dell’evoluzione avvenuta in materia negli ultimi anni grazie a studi nel settore e ad una sempre più condivisa attenzione per la natura. Per questo l’Azienda Agricola Salvetta si basa sul rispetto delle normative che regolano l’agricoltura biologica ed unisce la propria esperienza alle capacità di esperti enologi vignaioli che curano le fasi di maturazione in cantina.
A seguito di ciò a fine 2012 l’Azienda Agricola Salvetta, dopo tre anni di coltivazione 'in conversione' con il metodo biologico, ha ottenuto la certificazione biologica dall’Organismo di certificazione ICEA - Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale. Con la campagna viticola 2013 il vino naturale Nosiola è certificato biologico.
NOSIOLA VIGNETI DELLE DOLOMITI IGT 2024 AZIENDA AGRICOLA SALVETTA
I fratelli Salvetta furono fra i primi a riconoscere le particolari caratteristiche organolettiche di questo vino, decidendo già nel 1974 di imbottigliarlo con tappo di sughero. Oggi il vino Nosiola prodotto con il metodo biologico risulta essere un vino particolarmente strutturato e corposo.
Per ottenere tali caratteristiche si sottopongono le uve ad una spremitura soffice, lasciando le bucce a contatto con il mosto per estrarre gli aromi primari della varietà. La separazione del mosto avviene in maniera naturale. La Nosiola riposa poi pazientemente all’interno di stagionate botti di acacia fino al termine della sua fermentazione, rimanendo sui lieviti fino a maggio-giugno dell’anno successivo. Il suo affinamento si conclude quindi, almeno un anno e mezzo dopo la fermentazione, in bottiglia renana antica.
Il Nosiola dell’Azienda Agricola Salvetta, per queste sue particolari caratteristiche, va bevuto ad una temperatura intorno ai 14-15 gradi, e si accompagna in maniera eccellente a primi piatti ed a pietanze a base di pesce d’acqua dolce, anche se, per la sua struttura definita, si presta anche ad abbinamenti con cibi dai sapori più decisi.
Le annate attualmente in commercio sono quelle dal 2019 al 2023, mentre la 2024 sarà in commercio verso settembre 2026.
A voler andare indietro negli anni, si può risalire addirittura fino al Cinquecento.
Più recentemente, intorno all’inizio degli anni Trenta, gli eredi del vignaiolo Giacomo Sommadossi vendettero i terreni a Dario Salvetta, che iniziò la lunga tradizione di famiglia portata avanti dai figli Renato, Umberto, Franco e Giancarlo, fino al 2003.
La grande passione per la vigna ha portato uno dei fratelli, Giancarlo, a tornare alla campagna e alla cantina dove da vita, con rinnovato entusiasmo, ad una realtà vitivinicola biologica che affonda con orgoglio le radici nella storia del territorio e che, dalla tradizione, ha recuperato antichi usi nella coltivazione delle uve e nella loro lavorazione, reintroducendoli nella produzione del vino bianco più profondamente legato al Trentino: il Nosiola. Ancor di più con la riproposizione del Vino Santo Trentino, vino passito prodotto a Sarche già dal 1550, dove un inventario menziona “cadara vini sancti in cellario sub hospitio”, che risulta la più antica attestazione della produzione di questo vino in Valle dei laghi; nell'Ottocento documenti testimoniano che veniva esportato in tutta Europa (Parigi, Anversa, Trieste) e anche in Australia.
La lunga tradizione che accompagna l’Azienda Agricola Salvetta si respira appieno nell’atmosfera della cantina fonda, con i suoi volti a botte ed i segni di una storia antica.
Storia che risale al Cinquecento, come si può desumere dalla data 1524 incisa sul portante dell’ingresso e che procede pienamente nell’Ottocento, quando il Trentino apparteneva ancora all’Impero Austro-Ungarico. Già allora nel Maso Rauten, di proprietà dell’Azienda Agricola di Giacomo Sommadossi, viticoltore e vignaiolo emissario dei conti di Castel Toblino, si produceva un rinomato Vino Santo Puro, di cui si hanno riconoscimenti ed attestati risalenti al 1825.
Il Maso fu acquistato negli anni Trenta da Dario Salvetta, di Bolognano d’Arco; egli trasmise l’Azienda Agricola ai suoi figli, che ne continuarono l’antica storia vitivinicola fino al 2003. Oltre ai vini Rauten e Profeta, frutto di uvaggi bordolesi, l’Azienda di famiglia introdusse fra i propri prodotti di punta anche il bianco Nosiola, e proseguì con l’antica produzione del Vino Santo Puro.
Dal 2009 l’Azienda Agricola Salvetta riprende la tradizione producendo Nosiola biologico e Vino Santo e si adopera nei lavori di recupero della vecchia cantina fonda, solida testimone del duraturo e profondo legame esistente fra questa terra ed il vino.
La tradizione cui si rifà l’Azienda Agricola Salvetta è quella dei terreni lavorati “come una volta”, in cui la mano dell’uomo, accorta ed amorevole, coltivava le vigne in attesa della maturazione dei grappoli.
Quella in cui si attendeva pazientemente che il vino, lasciato riposare sulle bucce, si arricchisse di profumi ed aromi.
La volontà di recuperare questi antichi usi e sapori è accompagnata dalla consapevolezza dell’evoluzione avvenuta in materia negli ultimi anni grazie a studi nel settore e ad una sempre più condivisa attenzione per la natura. Per questo l’Azienda Agricola Salvetta si basa sul rispetto delle normative che regolano l’agricoltura biologica ed unisce la propria esperienza alle capacità di esperti enologi vignaioli che curano le fasi di maturazione in cantina.
A seguito di ciò a fine 2012 l’Azienda Agricola Salvetta, dopo tre anni di coltivazione 'in conversione' con il metodo biologico, ha ottenuto la certificazione biologica dall’Organismo di certificazione ICEA - Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale. Con la campagna viticola 2013 il vino naturale Nosiola è certificato biologico.
NOSIOLA VIGNETI DELLE DOLOMITI IGT 2024 AZIENDA AGRICOLA SALVETTA
I fratelli Salvetta furono fra i primi a riconoscere le particolari caratteristiche organolettiche di questo vino, decidendo già nel 1974 di imbottigliarlo con tappo di sughero. Oggi il vino Nosiola prodotto con il metodo biologico risulta essere un vino particolarmente strutturato e corposo.
Per ottenere tali caratteristiche si sottopongono le uve ad una spremitura soffice, lasciando le bucce a contatto con il mosto per estrarre gli aromi primari della varietà. La separazione del mosto avviene in maniera naturale. La Nosiola riposa poi pazientemente all’interno di stagionate botti di acacia fino al termine della sua fermentazione, rimanendo sui lieviti fino a maggio-giugno dell’anno successivo. Il suo affinamento si conclude quindi, almeno un anno e mezzo dopo la fermentazione, in bottiglia renana antica.
Il Nosiola dell’Azienda Agricola Salvetta, per queste sue particolari caratteristiche, va bevuto ad una temperatura intorno ai 14-15 gradi, e si accompagna in maniera eccellente a primi piatti ed a pietanze a base di pesce d’acqua dolce, anche se, per la sua struttura definita, si presta anche ad abbinamenti con cibi dai sapori più decisi.
Le annate attualmente in commercio sono quelle dal 2019 al 2023, mentre la 2024 sarà in commercio verso settembre 2026.