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CHAMPAGNE DOM PÉRIGNON BRUT VINTAGE 2000 MOËT & CHANDON

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Codice: 00001929
Disponibilità:

1

Contenuto:
0,75 lt.
Confezione:
Bottiglia
Moët & Chandon è una delle più famose Maison di Champagne al mondo, simbolo di lusso e prestigio.
Dai 1.190 ettari della tenuta, suddivisi in Premier Cru e Grand Cru, vengono prodotte ogni anno circa 32 milioni di bottiglie sotto la guida dell'esperto chef de Cave Gouez e con l'ausilio delle più avanzate tecniche enologiche.
L'etichetta più conosciuta della Maison è senza dubbio il Dom Pérignon, lo Champagne più famoso al mondo che fa parte della multinazionale del lusso LVMH, proprietaria di molti marchi di moda come Dior, Louis Vuitton, Fendi, Bulgari ed altri vini prestigiosi. 
Dom Pérignon deve il suo nome al giovane monaco Benedettino Dom Pierre Pérignon che nel 1668 fu nominato cantiniere dell’Abbazia di Hautvillers, affacciata sui vigneti della Champagne; la sua passione per l’eccellenza enologica lo spinse a voler creare il "miglior vino nel mondo” per servire la sua comunità e la gloria di Dio.
La storia di Champagne Dom Pérignon inizia nel 1936, quando il presidente, Robert-Jean de Vogue, decise di creare una bottiglia di Champagne unica al mondo creando una cuvée con le uve della vendemmia 1921; da allora Dom Pérignon è diventato uno Champagne millesimato prodotto solo nelle migliori annate.
Le uve vengono coltivate nei vigneti Grand Cru della Maison e nei terreni Premier Cru dell'Abbazia di Hautvillers.
Le vinificazioni dei vini base avvengono in acciaio prima di essere assemblati e iniziare la seconda fermentazione sui lieviti a cui segue un affinamento di almeno 6 anni.

CHAMPAGNE DOM PÉRIGNON BRUT VINTAGE 2000 MOËT & CHANDON


L'anno 2000 fu mite, ma il mese di luglio venne caratterizzato da temperature più basse della media e temporali frequenti, con consistenti quantità di pioggia e grandine.
Le prime degustazioni rivelarono che le uve Chardonnay raccolte si presentavano ampie e complesse.
Il Pinot Noir strutturato e di grande persistenza.
Al palato il bouquet continua ad aprirsi, prima di maturare in una pienezza sensuale che si avvolge su sé stessa come un ciuffo di fogliame.
Note di liquirizia e di zenzero essiccato restano adagiate su una base fruttata (pera e mango), più ricca di materia che matura.
Il finale si dispiega progressivamente, poi si afferma, levigato, molle, e avvolge tutto.
Un certo non so che difficile da definire esercita il suo fascino, senza sconvolgere l'integrità del vino.
Al naso è fresco, cristallino e penetrante, il primo naso rivela una dimensione inusuale, un universo acquatico vegetale con aromi nascosti di pepe bianco e gardenia.
Il vino rivela una maturità leggera e delicata, prima di emanare sentori torbati.
La bottiglia viene proposta senza astuccio.