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CHAMPAGNE DOM PÉRIGNON BRUT VINTAGE 2010 MOËT & CHANDON (COFFRET)

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Codice: 00000116
Disponibilità:

1

Contenuto:
0,75 lt.
Confezione:
1
Moët & Chandon è una delle più famose Maison di Champagne al mondo, simbolo di lusso e prestigio.
Dai 1.190 ettari della tenuta, suddivisi in Premier Cru e Grand Cru, vengono prodotte ogni anno circa 32 milioni di bottiglie sotto la guida dell'esperto chef de Cave Gouez e con l'ausilio delle più avanzate tecniche enologiche.
L'etichetta più conosciuta della Maison è senza dubbio il Dom Pérignon, lo Champagne più famoso al mondo che fa parte della multinazionale del lusso LVMH, proprietaria di molti marchi di moda come Dior, Louis Vuitton, Fendi, Bulgari ed altri vini prestigiosi. 
Dom Pérignon deve il suo nome al giovane monaco Benedettino Dom Pierre Pérignon che nel 1668 fu nominato cantiniere dell’Abbazia di Hautvillers, affacciata sui vigneti della Champagne; la sua passione per l’eccellenza enologica lo spinse a voler creare il "miglior vino nel mondo” per servire la sua comunità e la gloria di Dio.
La storia di Champagne Dom Pérignon inizia nel 1936, quando il presidente, Robert-Jean de Vogue, decise di creare una bottiglia di Champagne unica al mondo creando una cuvée con le uve della vendemmia 1921; da allora Dom Pérignon è diventato uno Champagne millesimato prodotto solo nelle migliori annate.
Le uve vengono coltivate nei vigneti Grand Cru della Maison e nei terreni Premier Cru dell'Abbazia di Hautvillers.
Le vinificazioni dei vini base avvengono in acciaio prima di essere assemblati e iniziare la seconda fermentazione sui lieviti a cui segue un affinamento di almeno 6 anni.

CHAMPAGNE DOM PÉRIGNON BRUT VINTAGE 2010 MOËT & CHANDON (COFFRET)

Dopo tante annate calde, la 2010 ebbe un inverno molto freddo, una primavera asciutta e tardiva, un’estate inizialmente soleggiata ma non torrida. Fino a quel momento, erano di fronte all’annata più fresca dal 1995. Poi il diluvio! Dopo la metà di agosto si è scatenata talmente tanta acqua che in solo due giorni è piovuto come in due mesi interi!
Da Dom Pérignon, vista anche la maturazione molto rapida e intensa che è seguita e gli attacchi di Botrite, decisero di anticipare la raccolta delle uve, sebbene non tutte fossero perfettamente mature, il che richiese una selezione giorno per giorno delle parcelle da vendemmiare (ne scartarono già a priori circa il 15%), nonché la cernita dei grappoli.
Non solo, sappiamo che la 2010 è stata un’annata da Chardonnay, viste le difficoltà sofferte dal Pinot Noir, ed essendo mancata da Dom Pérignon questa uva in ragione del 50%, Vincent Chaperon parla giustamente di “sfida” per il Vintage 2010.
Forse non pari a quella che ha visto nascere il Vintage 2003, ma certamente di alto livello, visto che si doveva costruire Dom Pérignon attorno allo Chardonnay.
Non tanto in termini di quantità, ma di qualità, di struttura, di spina dorsale, visto che gli Chardonnay si presentavano “perfettamente maturi, ricchi concentrati ed equilibrati, tra i migliori degli ultimi 30 anni”.
Così, l’assemblaggio estremamente sofisticato ha regalato un vino che per Chaperon “vanta intensità grazie al perfetto equilibrio tra dolcezza e freschezza, ovvero tra maturità e acidità, in assoluto molto elevate.
Per questo, è un vino capace di una grande longevità”. E, sempre per quanto riguarda Dom Pérignon, la 2010 è stata un’annata nella quale i Grand Cru hanno fatto la differenza (Dom Pérignon è di fatto un Grand Cru, a parte un piccolo contributo di Premier Cru, soprattutto Hautvilles, N.d.A.), o meglio, è grazie ai vigneti Grand Cru che Dom Pérignon ha potuto vedere la luce anche in un’annata simile.
46% Pinot Noir, 54% Chardonnay.
Lo stile di una maison è spesso e volentieri ben riconoscibile, ma in alcuni casi è talmente intenso ed evidente che basta avvicinare il naso al calice per dire “è lui!”. Ecco, Dom Pérignon è uno di questi, forse ‘il più’ riconoscibile insieme a Krug.

L’olfatto del Vintage 2010, dunque, è estremamente identitario, ma non è certo questo a sorprendere.
È, invece, il livello di questo champagne: dopo i vertici del Vintage 2008 ti aspettavi uno, forse due passi indietro, invece qui c’è tanta bella materia. È un naso pieno e concentrato, ma anche raffinato, nel quale i cardini DP (mineralità, spunti fumé, frutto) si accompagnano a una freschezza che sembra legata alla salvia, a note floreali e a ricordi tropicali di mango non maturo.
A proposito di maturità, non direi che è un naso maturo, no, piuttosto parlerei di naso perfettamente compiuto.
Più difficile da ‘leggere’ la bocca.
Non è vellutata, ma carnosa, vivacizzata dalla solita bollicina magistrale.
Il primo sorso ti spiazza, il secondo ti avvolge e ti rivela il grande Chardonnay sul quale è stato sviluppato questo Vintage 2010.
La gustativa è solida e tonica, intensamente agrumata (più sul rosso che sul giallo) e non meno intensamente minerale.
È generosa e decisa, molto persistente, ha ricordi speziati e una salinità che cresce fino a permeare il finale.
E che lunghezza! Già, ecco l’altra sorpresa di questo Vintage 2010, l’ostinazione palatale dopo la deglutizione: non ti molla proprio. Anche in questo caso vorrei parlare di compiutezza e non di maturità.
Nel senso che non è uno champagne appagante (che potrebbe far pensare a saturazione di gusto), ma uno che piace nella sua complessità e nella sua pienezza. Nel pieno rispetto dell’eleganza DP.
E non manca quella giusta, piacevole vena amaricante che ne favorisce pure l’accostamento gastronomico. Insomma, una sorpresa.