Salta al contenuto principale

BUCKINGHAM PALACE SMALL-BATCH DRY GIN ROYAL COLLECTION TRUST

registrati per vedere il prezzo
Codice: 00002185
Categoria: Gin
Disponibilità:

2

Contenuto:
0,70 lt.
Confezione:
Bottiglia
BUCKINGHAM PALACE SMALL-BATCH DRY GIN ROYAL COLLECTION TRUST

Come è risaputo, il gin si ottiene distillando in alcool botaniche, di cui la predominante e fondamentale deve essere la bacca di ginepro. Da qui nasce l’idea di creare un gin che utilizzi come mix di erbe e spezie i frutti e le piante colte nel giardino di Buckingham Palace, uno dei più importanti parchi privati del Regno, che ospita al suo interno oltre a 325 specie di piante (tra cui più di mille alberi che includono 98 platani e 85 tipi diversi di quercia) che qui convivono con 250 specie animali e oltre a trenta tipi di uccelli.
A coordinare il lavoro di raccolta e selezione delle stesse, è stato lo stesso giardiniere di corte: Mark Lane, mentre per dirigere i distillatori è stato scelto Robert Large, Guardia Reale dei Royal Cellars per più di vent’anni.
Al tempo, Sua Maestà la Regina d’Inghilterra ha svolto un ruolo attivo nella creazione di questo gin assaggiando i sample di volta in volta, fino a trovare il giusto equilibrio tra gli ingredienti. Sappiamo inoltre che questo gin viene prodotto in small batch di circa 1.000 bottiglie alla volta, in pot still tradizionale.
Partiamo dal naso: nonostante sia un gin a 42 gradi con un vasto assortimento di botaniche, al primo approccio olfattivo risulta fresco, con spiccate note agrumate che prevalgono sulle altre botaniche. Questo primo approccio già sorprende, perché trattandosi di un London Dry avremmo potuto aspettarci, come nota di testa, il Ginepro. Qui invece la celebre bacca se la gioca più come nota di cuore, emergendo successivamente, discreta e costante rispetto agli agrumi.
Passiamo all’assaggio: tra le botaniche che sappiamo essere contenute in questo distillato e provenienti dal celebre parco, ci sono verbena, biancospino, alloro, gelso e (notizia espressa con grande vanto vista la difficoltà per conservare, mantenere e coltivare la pianta in quei luoghi) fiori di camomilla. Il mix risulta nell’insieme complesso e armonioso, portatore di una nota dolce e floreale che potremmo non attenderci in un Gin secco come il London Dry.
Nell’insieme il gin risulta gradevole, quasi estivo, lontano dalla pesantezza che siamo abituati ad attribuire agli inglesi.
Visto i contesti in cui deve essere servito (ad esempio i ricevimenti ufficiali) è facile intuire perché si sia voluto creare un prodotto così. In effetti risulta estremamente adatto per long drink e classici della miscelazione, ovvero tutto ciò che si può e si deve bere in un’occasione pubblica in cui non si deve esagerare e al contempo si vuole gustare qualcosa di particolare.
Si ha come l’impressione che nonostante l’enorme clamore dietro a questo progetto, e la sua immediata commercializzazione, non si sia voluto fare quello che tutti ci si aspettava, ovvero un gin all’inglese, ma un gin che piacesse a chi lo ha creato, senza timore di strizzare l’occhio alle note più fresche provenienti dalla nuova scuola mediterranea.
In conclusione, non è un gin autoreferenziale, ma un gin creato con un pizzico di edonismo, con lo scopo ultimo di piacere e di divertire chi lo beve, quasi fosse un “messaggio in bottiglia”: anche ai reali piace stare bene.