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ROKU JAPANESE CRAFT GIN SUNTORY

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Codice: 00001341
Categoria: Gin
Disponibilità:

3

Contenuto:
0,70 lt.
Confezione:
Bottiglia
Località: Giappone
La Suntory Holdings Limited è una società giapponese fondata nel 1899 con sede a Osaka.
Si tratta di una delle più vecchie aziende di produzione e distribuzione di bevande alcoliche in Giappone.
Divenuta famosa per la birra ed il Whisky, la Suntory ha esteso negli anni la sua produzione ad altri prodotti alimentari.
L'azienda fu fondata da Torii Shinjiro, che aprì un negozio di vini d'importazione chiamato Torii Shoten a Osaka, nel febbraio 1899.
Nel 1907, l'azienda iniziò a vendere un vino rosso di qualità chiamato Vin du Port d'Akadama.
Nel 1921, con l'espansione commerciale, l'azienda prende il nome Kotobukiya.
Nel dicembre 1924 Shinjiro Torii e il suo collaboratore Masataka Taketsuru fondarono la Distilleria Yamazaki, la prima distilleria di Whisky nel paese.
Il primo Whisky giapponese, il Suntory Whisky Sirofuda (etichetta bianca), venne messo sul mercato cinque anni più tardi.
La Kotobukiya fu obbligata a fermare la produzione durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1961, l'azienda lanciò una grande campagna di pubblicità che associava il suo Whisky a dei viaggi premio.
Nel 1963, Kotobukiya cambiò nome e divenne Suntory, prendendo il nome del Whisky prodotto.
Lo stesso anno, la fabbrica di birra Musashino cominciò la produzione della birra Suntory.
Nel 1997 l'azienda diventò imbottigliatore, distributore e licenziatario esclusivo per il Giappone dei prodotti della Pepsi Cola.
Il 1º aprile 2009, Suntory è entrata nel mercato azionario diventando "Suntory Holdings Limited.
Sempre nel 2009 Suntory acquisì Orangina, un noto marchio di aranciata, per 300 miliardi di yen, e Fructor, un’azienda con sede in Nuova Zelanda attiva nel campo degli energy drink, per 600 milioni di Euro.
Nel gennaio 2014, Suntory annunciò un accordo volto ad acquistare il maggiore produttore statunitense di Bourbon, Beam Inc., per 16 miliardi di dollari.
Il completamento dell'acquisizione avrebbe reso Suntory il terzo maggiore produttore di alcolici al mondo.
L'acquisizione fu in effetti portata a termine il 30 aprile 2014, data nella quale fu anche annunciato che il marchio Beam sarebbe stato rinominato in Beam Suntory.
Il 2014 vide anche l'acquisizione da parte di Suntory del ramo di azienda collocato nel Regno Unito della GlaxoSmithKline e dedicato alla produzione di bevande.
L'accordo comprendeva la cessione dei marchi Lucozade e Ribena ma non del marchio Horlicks.


ROKU JAPANESE CRAFT GIN SUNTORY

Il Roku Gin è prodotto dalla distilleria Suntory, la stessa che produce anche l’Hibiky Whisky, famosa per la grazia e la precisione dei propri distillati di malto.
Anche questo Gin segue la strada degli altri prodotti di casa Suntory offrendo profumi leggiadri, un gusto deciso ma elegante, piacevolezza e una finezza dei profumi delicatissima.
Non si tratta un London Dry Gin classico, non aspettatevi la forza e la muscolosità dei Gin britannici, ricorda molto di più i Gin americani, ricchi di fiori e profumi delicati, studiati per non appesantire e piallare il palato, ma per accarezzarlo con una cascata di petali.
La particolarità del Roku Gin è che tutto gira intorno al numero 6. Roku significa 6, i lati della massiccia bottiglia sono 6 e, oltre alle classiche botaniche come ginepro, buccia di arancia, cardamomo e cannella, anche i botanicals usati per rendere unico questo Gin sono 6, tutti rigorosamente giapponesi.
Tutto è stato studiato nei minimi particolari per distillare singolarmente ogni essenza e condensare i profumi e i sapori delle quattro stagioni giapponesi in questo Gin.
Le distillerie di Whisky giapponese, i produttori di sakè, di birra, ma anche di vino sono rinomati per la loro precisione, la cura del prodotto, la ricerca spasmodica e feticista di una perfezione estetica e tecnica maniacale, a costo di rendere stilizzati i prodotti.
Il bello dei giapponesi è che interpretano anche i distillati attraverso i loro occhi, le tradizioni, la loro sensibilità e poi li replicano, li plasmano a proprio piacimento.
Per questo sono in grado di prendere un distillato solitamente rude e veemente come il Gin e trasformarlo in un haiku alcolico (Lo haiku è un componimento poetico nato in Giappone nel XVII° secolo).
Le botaniche.
Partiamo dalle classiche: ginepro, buccia di limone e arancia, cannella e ovviamente coriandolo.
Per riuscire a racchiudere in una bottiglia il sapore del Giappone la Suntory è andata oltre e questo sforzo per creare un Gin dalla forte impronta territoriale va riconosciuto.
Sono stati raccolti dei botanicals particolari, simbolo della cultura, delle stagioni e della tradizione giapponese, all’apice della loro maturazione-fioritura.
Come già accennato sono 6: foglia e fiori di Sakura, che è il ciliegio giapponese e rappresentano la primavera.
Due tipologie di tè verde pregiate come Sencha e Gyokuro che rappresentano l’estate.
Il pepe Sansho simbolo dell’autunno; ottimo per dare freschezza, sapori e profumi mentolati, ma non fatevi ingannare non è vero pepe o peperoncino, ma solamente pepe del Sichuan, che di piccante non ha quasi nulla.
Infine il frutto più tipico del Giappone, quasi sconosciuto per noi italiani, lo Yuzu, che rappresenta e matura in inverno.
Il naso è delicato, scandito con floreale finezza. A dominare ovviamente c’è il ginepro, il più aromatico e pungente, ma il bello di questo Gin è che si apre a ventaglio offrendo mille sfumature, tanti volti, petali di profumi che volano in un caleidoscopio incredibile.
I profumi sono netti, taglienti, agrumi e pepe si rincorrono, il tè verde, la clorofilla, lo zenzero, i toni leggermente affumicati del peperone e poi ovviamente ci sono le spezie a fare da cornice. Il tono è molto rigido e pungente, ma di grande eleganza.
Al palato è tagliente come una lama, gelido nel suo sviluppo minerale e super mentolato, ma mai aggressivo.
Si muove con grazia, alternando sapori resinosi e pepati che danno calore e modulano un’eleganza misurata.
Sebbene abbia 43 gradi, non è un distillato particolarmente deflagrante come alcol, non esplode in bocca, non ti ustionala gola, ma la sensazione è molto più setosa di quel che uno si aspetta.
Il ritmo è buono, il volume c’è, non è noioso e il finale è pulito e cristallino. Aderente al bouquet e ben eseguito.