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ANISETTE RICARD LIQUEUR (CIRCA 1950) MARSEILLE

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Codice: 00001382
Disponibilità:

1

Contenuto:
0,75 lt.
Confezione:
1
Località: Francia-Provence
Paul Ricard lanciò il liquore all'anice nel 1932 chiamandolo Pastis.
Capitalista popolare e paternalista, amante dello sport e pittore dilettante, ecologista ante litteram ma soprattutto "imperatore del Pastis", Paul Ricard morì nel 1997 nel suo regno di Signes, nel Sud della Francia, all'età di 88 anni.
Alla fine degli anni Venti, figlio di un mercante di vini di Marsiglia, pensò di elaborare lo squisito liquore all'anice che aveva assaggiato da un pastore, vecchio amico di famiglia.
Nei suoi racconti parlava di una bevanda conosciuta come il patacle, per altri era il coso, per altri ancora era addirittura considerata il latte di tigre.
Lui ebbe il colpo di genio di chiamarlo Ricard, il vero Pastis di Marsiglia e di farne in seguito un prodotto industriale.
Originalmente la diffuse clandestinamente in quanto si trattava di una bevanda troppo alcolica per essere commercializzata legalmente.
Va ricordato che bevande alcoliche all'assenzio e all'anice ebbero grande successo in Francia all'inizio del '900, sino a quando, nel 1915, lo stato francese ne proibì la produzione.
Solo le bevande all'anice con meno di 30 gradi vennero presto autorizzate di nuovo.
Nel 1932 venne finalmente tolto il divieto sulla produzione di liquori all'anice: finita l'epoca dell'assenzio, la "fata verde" di Verlaine e Baudelaire, i francesi erano pronti per raccogliere la scommessa di Ricard.
Il suo Pastis, bevanda d'obbligo nei film noir di Jean Gabin, divenne presto un'icona stessa della vita francese, come i bistrot, la baguette o il basco sulla fronte.
L'aperitivo si affermava nei bar tanto quanto il suo creatore faceva discutere con iniziative controverse: come distribuire azioni dell'azienda a ognuno dei dipendenti, per incoraggiare il sentimento di unione tra patron e operai.
Considerava inammissibile che il padrone godesse da solo la valorizzazione del suo capitale.
Papa Giovanni XXIII° lo ricevette in Vaticano e diede la benedizione alla "Fabbrica Ricard", mentre il suo liquore e il logo dell'azienda invadevano le feste dell'Humanité, equivalente transalpino dei festival dell'Unità.
Negli anni Sessanta Ricard si lanciò in una battaglia proto - ecologista contro l'industriale Pechiney, che voleva gettare nel mare della sua Provenza bidoni di rifiuti alla bauxite, e cominciò a farsi conoscere per i suoi accessi di collera, tanto spaventosi quanto di breve durata.
Nonostante il suo carattere collezionò decine di onorificenze: dalla Legion d'onore francese all'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Perennemente in aperta polemica con i governanti, nel 1970 Ricard costruì l'autodromo Paul Ricard di Castellet, teatro di decine di Gran Premi di Francia. Con quest’opera volle dimostrare che il costo delle strade non era poi così elevato.
Nel 1975 la Paul Ricard si fuse con la Pernod, sino a quel tempo sua maggior concorrente, per costituire il gruppo "Pernod Ricard", in mano a uno dei cinque figli di Paul, Patrick Ricard.
Alcuni anni prima, nel dicembre 1968, il mitico fondatore, all'apice del successo, aveva dato l'addio agli affari per protestare contro le tasse e il dirigismo di Stato.
Poche e significative le parole di commiato: "Non è ammissibile che un'impresa gestita male come lo Stato intervenga negli affari di un'impresa gestita bene come la mia".
Il Pastis si beve di solito diluito in acqua, con un rapporto di 5 volumi di acqua per ognuno di Pastis, che ne diminuisce notevolmente il contenuto alcolico e, portando alcuni dei suoi componenti a essere insolubili, prevalentemente l'anetolo, ne cambia l'aspetto da giallo scuro limpido a giallo chiaro lattiginoso.
La bevanda va consumata fredda, anche con ghiaccio, per rinfrescarsi nelle giornate calde.
Una boutique tutta dedicata al Pastis, la "Maison du Pastis", ha aperto al numero 108 del Quai du Port a Marsiglia.

ANISETTE RICARD LIQUEUR (CIRCA 1950) MARSEILLE

Datata e rara bottiglia di Anisette Ricard, prodotta con buona probabilità negli anni ’50 nello stabilimento di Marsiglia.
Bottiglia in uno stato di conservazione straordinario.
L'etichetta è perfetta, cromaticamente ineccepibile e totalmente leggibile.
Livello anch’esso perfetto, posto alla metà del collo della bottiglia.
Tappo in sughero perfettamente sigillante ricoperto da stagnola color rosso con le scritte in rilievo.
Il contenuto del flacone non è indicato.
Anche la gradazione alcolica non viene indicata.
Una bottiglia da grande collezione!