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ANTINORI TIGNANELLO 1990 VINO DA TAVOLA DI TOSCANA

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Codice: 00001112
Categoria: Rossi italiani
Disponibilità:

2

Contenuto:
0,75 lt.
Confezione:
1
Località: Italia-Toscana
La Famiglia Antinori si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni: da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell' Arte Fiorentina dei Vinattieri.
In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte innovative e talvolta coraggiose ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio.
Oggi la società è diretta dal Marchese Piero Antinori, con il supporto delle tre figlie Albiera, Allegra e Alessia, coinvolte in prima persona nelle attività aziendali.
Tradizione, passione ed intuizione sono state le qualità trainanti che hanno condotto Antinori ad affermarsi come uno dei principali produttori italiani di vini di qualità.
Ogni annata, ogni terreno, ogni idea che si voglia mettere in atto è un nuovo inizio, una nuova ricerca di margini qualitativi sempre più elevati. Come ama dire il Marchese Piero: “ le antiche radici giocano un ruolo importante nella nostra filosofia, ma non hanno mai inibito il nostro spirito innovativo ”.
Alle tenute di Toscana e Umbria, patrimonio storico della famiglia, si sono aggiunti con il tempo investimenti in altre aree vocate per la produzione di vini di qualità in Italia e all'estero, dove si potesse intraprendere un nuovo percorso di valorizzazione di nuovi “terroir” ad alto potenziale vitivinicolo.
Antinori fa continui esperimenti nei suoi vigneti e cantine con selezioni di cloni di uve indigene ed internazionali, tipi di coltivazioni, altitudini dei vigneti, metodi di fermentazione e temperature, tecniche di vinificazione tradizionali e moderne, tipi di legno dimensioni ed età delle botti, e variando la lunghezza dell'invecchiamento in bottiglia.
Piero Antinori dice "Abbiamo dimostrato, negli anni, che in Toscana ed Umbria c'era la possibilità di produrre vini di qualità, riconosciuti a livello internazionale, che potessero mostrare eleganza e finezza mantenendo sempre il carattere originario."
Guardando avanti, Antinori ribadisce: "La nostra biblioteca ha molti titoli, ma per noi non è abbastanza ricca. Abbiamo una missione che non è del tutto compiuta, il che ci spinge ad esprimere il vasto potenziale dei nostri vigneti e a conciliare il nuovo che rimane da scoprire con il patrimonio del gusto toscano che include tradizione, cultura, agricoltura, l'artistico ed il letterario che infatti rappresentano l'identità dell'Antinori, di cui uno dei maggiori punti di forza sta nel fatto di essere Toscana, o, se preferite, la nostra 'toscanità'."

Tenuta Tignanello, dove si trovano i rinomati vigneti di Tignanello e Solaia, è situata tra le valli della Greve e di Pesa, nel cuore del Chianti Classico, esattamente tra i piccoli borghi di Montefiridolfi e Santa Maria a Macerata, 30 km a sud di Firenze.
La tenuta si estende per 350 ettari di terreni, dei quali 147 a viti.
I vigneti sono divisi in piccoli appezzamenti singoli che includono i 47 ettari di vigneto Tignanello e i contigui 10 ettari del vigneto Solaia.
Le uve comprendono la varietà autoctona Sangiovese e i non tradizionali Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Esiste anche una piccola quantità di uve bianche, Malvasia e Trebbiano, destinate alla produzione di VinSanto.
Piccole quantità di Syrah, Pinot Nero e Merlot, furono piantate a scopo di sperimentazione negli anni Settanta.
Il Cabernet Sauvignon e il Cabernet Franc erano stati sperimentati da Antinori inizialmente negli anni Venti, poi furono abbandonati durante la Seconda Guerra Mondiale, ripiantati negli anni Sessanta e cominciati ad utilizzare commercialmente dagli anni Settanta.
Dagli inizi degli anni settanta la Tenuta Tignanello è stata un po' il laboratorio per le sperimentazioni vitivinicole di Antinori.
Nella viticoltura la ricerca si è impostata sull'ottenimento di uve con maggior concentrazione e tannini morbidi, intervenendo sulla densità d'impianto oppure attraverso la pratica delle potature e della selezione di Sangiovese.
In campo enologico le linee guida si sono dirette verso l'ottenimento di vini con una personalità ben definita, attraverso fermentazione in tini di legno, pressature e movimentazioni soffici e poco traumatiche per le uve e fermentazioni malolattiche svolte in barrique.
Dopo anni di esperienze orientate al raggiungimento della massima qualità ottenibile, nel 2001 è stato deciso di iniziare il rinnovamento dello storico vigneto Tignanello attraverso un progressivo re-impianto fatto seguendo una filosofia innovativa, ma allo stesso tempo profondamente legata al vigneto precedente e che continuerà fino a completare 50 ettari nell'arco dei prossimi anni.
Sono state selezionate le piante migliori per produrre un Sangiovese in grado di esprimere pienamente le caratteristiche del "terroir".
In questa direzione vanno anche tutte le nuove pratiche agronomiche che si stanno attuando e che sono il risultato di oltre 30 anni di esperienza sul Sangiovese a Tignanello: in quest'area del tutto particolare per la sua altitudine (oltre 400 mt. s.l.m.), per l'esposizione, per il microclima e per il terreno, il Sangiovese si esprime esaltando al massimo le sue caratteristiche, ma con il rischio di una non piena maturità, che può portare ad avere tannini un po' troppo "nervosi".
Per ridurre ogni limite di espressione del Sangiovese si stanno utilizzando le rocce di Alberese presenti nel terreno. Queste rocce bianche sono state prima frantumate e poi disposte sotto il filare generando una serie di vantaggi: maggior irraggiamento sulle uve grazie alla riflessione della luce sulle pietre, assenza di erbe infestanti, maggiore vicinanza tra fascia produttiva e terreno.
Le uve producono un vino con tannini più morbidi e rotondi, mantenendo la complessità e la struttura tipica del Sangiovese.


ANTINORI TIGNANELLO 1990 VINO DA TAVOLA DI TOSCANA

Colore rosso rubino intenso con riflessi violacei.
Al naso è maturo, con note di frutta scura e sottofondo fresco nel finale; predomina la polpa di prugna insieme a sentori di ciliegia, andando con progressione ed equilibrio verso note di liquirizia e menta.
Al gusto ha prontezza e disponibilità, è ricco e armonioso.
Ottimo al palato, grazie all’acidità e alla strutturata morbidezza dei tannini.
Il retrogusto è ricco, sapido e caratterizzato da una dolce persistenza.
La bottiglia in oggetto si presenta in uno stato conservativo rasente la perfezione!