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MASSETO 2004 TOSCANA IGT TENUTA DELL’ORNELLAIA

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Codice: 00001864
Categoria: Rossi italiani
Disponibilità:

1

Contenuto:
0,75 lt.
Confezione:
Bottiglia
Località: Italia-Toscana
Sognavo di fare il mio vino, e sognavo di farlo in America. Fu li che incontrai un enologo russo, Andrè Tchelitcheff, il padre dell’enologia californiana di qualità e grande esperto di vini francesi, che mi ha convinto a tornare in Italia. E nacque Ornellaia.
Comincia così il racconto del Marchese Lodovico Antinori, che a Bolgheri realizza il suo sogno, e che proprio gli americani, quei Mondavi un tempo così amici, ora gli hanno strappato dalle mani. E continua: Ornellaia è nata dalla mia necessità di avere un coinvolgimento totale in un progetto vinicolo.
Lodovico convinse l’ormai ottantenne Andrè Tchelitcheff a seguirlo in Italia e giocò sporco. Gli fece assaggiare il Sassicaia dello zio Mario, e Andrè si entusiasmò, aiutò il giovane marchese a costruire finalmente il suo vigneto a Bolgheri perché, era da starne certi, Sassicaia non era solo un esperimento ben riuscito, ma la dimostrazione che quella terra era una grande promessa per il vino. Negli anni ottanta nasce la Vigna Vecchia, con l’aiuto di un anziano direttore agricolo della Famiglia Antinori, e si piantano le prime vigne di merlot.
Andrè girava nel podere, annusava la terra, ne sentiva il calore della sera e l’umidità della mattina, e decideva. Poi si fece affiancare da giovani enologi, perché lui, anziano, riusciva a venire in Italia solo una volta l’anno, in primavera. Il primo fu un fiorentino, Federico Staderini, poi l’irrequieto Ludovico trovò addirittura in Ungheria un giovane talento, un certo Tibor Gai che lo seguì per parecchi anni.
Stravaganze, forse, ma l’enologo funzionò, e parlando russo con Andrè, poi francese, quando finalmente lo imparò, con Michel Rolland, il più celebrato enologo di Bordeaux, l’ungherese Tibor Gai contribuì alla realizzazione del sogno.
Fu una scommessa come tutta l’operazione Ornellaia, continua Lodovico, ho scommesso sull’intuito che mi ha spinto ad investire su un terreno snobbato da tutti, ho scommesso sui collaboratori e su di me. L’inizio fu abbastanza stentato, era difficile gestire la vigna, erano difficili le vinificazioni, con pochi mezzi e scarse conoscenze. Addirittura all’inizio non c’era una cantina. Continuò ad impiantare nuovi vigneti, con uno sguardo attento a quello che avveniva in Francia. Ed arrivarono le vendemmie dell’85 e dell’88 che gli infusero coraggio e gli regalarono credibilità.
Il resto della storia è nel vino e nelle pieghe dell’alta finanza.
intervista tratta da Gambero Rosso n° 124 del Maggio 2002

Sulla costa centrale della Toscana, nella terra che vide lo splendore degli Etruschi e respirò l’arte del Carducci, sorgono Bolgheri e la vicina Tenuta dell’Ornellaia rinomata per la produzione di vino e olio.
Tra basse colline puntellate di cipressi e profumi mediterranei, tra rifugi di uccelli migratori e boschi che conducono dolcemente al mare, sorge un paradiso naturale ricco di vitigni, ulivi e frutti che saziano l’olfatto e il palato.
Era il 1981 quando fu deciso di creare, in questo splendido e selvaggio angolo della Toscana, la Tenuta dell’Ornellaia.
Fin dal primo giorno l’obiettivo è stato quello di diventare culla di un vino d’eccellenza.
Da allora, passione e dedizione, un terroir unico e lo straordinario microclima hanno portato le sue etichette di gran pregio a numerosi successi ed il suo nome a essere annoverato tra le più importanti case vinicole del mondo.
Ben 192 ettari sono l’estensione della Tenuta, tra vigneti e cantina situati all’Ornellaia e l’adiacente terreno di Bellaria, a nord-ovest di Bolgheri.
Un’area ricca e variegata, che grazie a una combinazione di terroir alluvionali, vulcanici e marini, contribuisce a dare vita al Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot d’eccellenza.


MASSETO 2004 TOSCANA IGT

Il 2004 potrebbe essere definito come un’annata da manuale.
Il clima è stato caratterizzato da un inverno con piogge sufficienti e temperature mai eccessivamente fredde; una primavera soleggiata e costellata di brevi temporali.
Il germogliamento si è verificato fra il 30 marzo e il 10 aprile.
Alla fioritura si è evidenziata un'alta fertilità delle gemme (frutto delle temperature elevate nel giugno dell’anno precedente) ma la resa, potenzialmente elevata, è stata mantenuta entro i limiti qualitativi desiderati da un deciso e ripetuto diradamento delle uve.
L’estate è stata caratterizzata da un inizio mite con temperature moderate e un mese d’agosto soleggiato e molto caldo.
Queste condizioni, ideali, hanno permesso uno sviluppo fisiologico omogeneo e regolare dei Merlot di vigna Masseto.
Nel periodo di vendemmia, le piogge non hanno mai interrotto la maturazione delle uve, consentendo pertanto di disporre del tempo sufficiente per stabilire la data perfetta della vendemmia di ogni parcella.
Per il Masseto la vendemmia è iniziata con la parte alta del vigneto il 13 settembre.
La parte bassa e quella centrale sono stati raccolti fra il 17 e il 21 del mese di settembre.
Una stagione vegetativa particolarmente equilibrata ha prodotto un Masseto all’insegna della raffinatezza e dell’eleganza.
Non si avverte la mancanza di potenza e ricchezza, ma tutto nascosto dietro una trama particolarmente intrigante e setosa e una cornucopia di aromi.
Un vino così raffinato ed equilibrato tende ad essere piacevole da bere in qualsiasi stadio di affinamento ma i più pazienti farebbero comunque bene a lasciare qualche bottiglia in cantina poiché il vino si trova ancora in una prima fase della propria evoluzione.