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VERMOUTH ALLA NOCE VOMICA FARMACIA DELL’OSPEDALE DI SAN GIOVANNI DI DIO

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Codice: 00000697
Categoria: Vermouth
Disponibilità:
2
Contenuto:
1,00 lt.
Confezione:
Bottiglia
Località: Italia-Toscana
Il San Giovanni di Dio era un ospedale gestito anticamente dalla congregazione agostiniana dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (o Fatebenefratelli).
Questi Frati si occupavano principalmente di soccorso temporaneo, medicature, cavature di denti, salassi, ecc., nei confronti degli abitanti del quartiere, specialmente verso i poveri e i mendicanti di passaggio.
Il nome di "Fatebenefratelli" deriva dall'invito all'elemosina rivolto ai passanti ed erano conosciuti anche come "frati della sporta" per via della grande borsa da essi usata nella "cerca" quotidiana secondo l'insegnamento del fondatore.
Oggi quell’Ospedale non esiste più, o meglio, esiste ancora ma è stato spostato in altra sede.
Rimane lo storico edificio, compresa la Chiesa di Santa Maria dell'Umiltà, inutilizzato, in attesa di lavori di ristrutturazione e della definizione di un nuovo uso, forse legato al trasloco di un assessorato del Comune di Firenze.

La Nux Vomica (Strychnos nux-vomica) è un grande albero cespuglioso della famiglia delle lorantacee, originaria dell’India e sud-est asiatico (presente anche nelle foreste aride della Birmania, della Thailandia, della Cina e dell’Australia), ha foglie ovali opposte, brillanti, verdastre e persistenti e piccoli fiori bianchi riuniti in cime.
Il frutto è una bacca dalla scorza dura, come quella di una piccola arancia.
La sua polpa viscosa contiene numerosi semi estremamente amari, discoidi e più spessi ai bordi dal diametro di circa 2 cm. di colore grigio chiaro e ricoperti di una setosa peluria.
Il nome Nux Vomica deriva da due parole latine: praticamente una “noce che provoca il vomito”.

La Nux vomica, frutto del Strychnos nux-vomica, è ben nota ai criminologi perché contiene stricnina, un alcaloide altamente tossico: 15-30 mg. sono infatti sufficienti per una dose letale!
A lungo utilizzata per l’eradicazione di corvi e roditori, è vietata alla vendita dal 1999, ma questo non ne vieta l’utilizzo in farmacia per le sue proprietà stimolanti (come molti alcaloidi) anche se (ovviamente) a bassissima concentrazione.
Dato che la stricnina è uno stimolante del sistema nervoso centrale, esaspera i sensi (in particolare il gusto, la vista e l’olfatto) e aumenta l’ampiezza respiratoria.
A dose letale provoca, pochi minuti dopo l’ingestione, spasmi muscolari inizialmente a livello della testa e del collo: somiglia ad una crisi di tetano con dolori molto forti.
Poi arrivano le convulsioni e, infine, la morte: per asfissia o arresto cardiaco.
C’è chi ha comunque ha provato a dilettarsi con le diluizioni.
Si dice che nel 1908 Dorando Pietri, maratoneta drogato con stricnina, fosse in testa alla gara quando crollò sugli ultimi metri.
Fu così squalificato per “aiuti esterni” (doping).
Sappiamo anche che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Adolf Hitler si faceva diverse iniezioni di stricnina al giorno per sopportare il declino del Reich, mentre Berlino veniva bombardata dai sovietici.
Per quanto riguarda la letteratura, questa ne è particolarmente ghiotta: Agatha Christie, Simenon, Sir Arthur Conan Doyle, Stephen King o J.M.G. Le Clézio, hanno usato la Nux vomica nei loro romanzi come arma del crimine o strumento di suicidio.

VERMOUTH ALLA NOCE VOMICA FARMACIA DELL’OSPEDALE DI SAN GIOVANNI DI DIO

Antica, bellissima, affascinante bottiglia di Vermouth prodotta dai Frati della congregazione agostiniana dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio di Firenze.
Le condizioni di conservazione di questo rarissimo reperto storico sono quasi pari al nuovo.
Il livello è leggermente sceso a causa della normale evaporazione.
Etichetta cromaticamente perfetta e integra.
Contenuto lt. 1.
Gradazione alcolica: 16% Vol.
Un pezzo da museo!

Nota: La Chiesa di Santa Maria dell’Umiltà sorge dove anticamente si trovava l’antico Ospedale di San Giovanni di Dio, fondato nel 1380 dal banchiere Simone Vespucci, antenato del celebre esploratore Amerigo. Con il passare dei secoli l’Ospedale divenne sempre più importante e, soprattutto dopo la santificazione di San Giovanni di Dio (1690), si rese necessaria l’edificazione di una chiesa annessa alla struttura sanitaria, così da unire la cura dello spirito a quella del corpo. La storia e l'arte di questa chiesa sono strettamente legate a quelle dell'ospedale di San Giovanni di Dio. Infatti, fu grazie a notevoli donazioni e lasciti testamentari che nel 1701 venne intrapreso un rinnovamento completo dell’intero complesso: l’Ospedale fu spostato verso la piazza di Ognissanti e ingrandito, e al posto della vecchia struttura nosocomiale fu edificata la chiesa di Santa Maria del’Umiltà. Come architetto fu scelto l’artista Carlo Marcellini (1643-1713), il quale non soltanto progettò gli edifici, ma si occupò anche della decorazione scultorea della chiesa. Per questi lavori Marcellini rifiutò qualsiasi compenso, si impegnò infatti per “pura carità”, chiedendo solo di essere sepolto nella chiesa. L’edificio religioso è un gioiello del tardo Barocco toscano, ma ancora poco noto, anche perché chiuso al culto e al pubblico da molti anni. E' caratterizzato da una straordinaria coerenza stilistica tra le parti architettoniche e quelle artistiche, nonché dalla presenza di opere legate alla storia della sanità e un tempo considerate miracolose - come il piccolo Crocifisso che si riteneva avesse guarito molte persone dalla peste. La chiesa attualmente versa in condizioni allarmanti: oltre al cattivo stato di conservazione degli stucchi e dei dipinti, è da segnalare il crollo, avvenuto nell’aprile del 2015, di un medaglione in pietra serena raffigurante la Vergine, posto nella facciata della chiesa e scolpito da Carlo Marcellini: l’opera, ridotta in frantumi, è stata raccolta ed è in attesa di restauro.